Comiso, Ryanair e la forza dei numeri: nel 2026 l’aeroporto rinasce, Aeroitalia traina la crescita e il record storico è ormai alle porte

Le recenti dichiarazioni di Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, sull’aeroporto di Comiso hanno riacceso un dibattito che, a mio avviso, merita un’analisi più approfondita, fondata sui numeri, sui fatti e sulle dinamiche economiche che regolano il trasporto aereo.
Wilson ha sostenuto che Ryanair sarebbe pronta a tornare a Comiso qualora SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, rispettasse gli accordi che, secondo la compagnia irlandese, erano stati raggiunti nell’aprile del 2023.
La società di gestione aeroportuale ha fornito una ricostruzione differente, sostenendo che Ryanair avesse avanzato richieste economiche aggiuntive, non compatibili con le condizioni applicabili agli altri operatori.
Non conosco i dettagli di quella trattativa e non intendo attribuire ragioni o torti sulla base di dichiarazioni pubbliche.
Credo però che questa vicenda offra l’opportunità di affrontare una questione molto più interessante: il valore economico del traffico aereo, il ruolo delle compagnie nello sviluppo degli aeroporti regionali e la capacità di un territorio di costruire una connettività sostenibile nel tempo.
Soprattutto, credo che qualsiasi analisi sulla situazione di Comiso non possa prescindere da un fatto che sembra essere passato quasi inosservato nel dibattito pubblico.

Nel 2026 l’aeroporto di Comiso sta registrando una crescita straordinaria del traffico passeggeri. E questa crescita si sta realizzando senza la presenza di Ryanair.

Dal declino alla ripresa: cosa raccontano dieci anni di traffico

Per comprendere realmente cosa stia accadendo, occorre esaminare l’evoluzione del traffico aeroportuale nel tempo.


1. Comiso nel 2026: una crescita che cambia la prospettiva

Partiamo dai numeri:
Secondo i dati di traffico pubblicati da Assaeroporti, nei primi otto mesi del 2026 l’aeroporto di Comiso ha movimentato 265.162 passeggeri, registrando una crescita del 274,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nello stesso periodo dell’anno precedente i passeggeri erano stati circa 70.800.
Parliamo quindi di quasi 195.000 passeggeri aggiuntivi in appena otto mesi.
Un incremento che assume un significato ancora più importante se consideriamo che nell’intero 2025 Comiso aveva registrato soltanto 134.495 passeggeri.
In altre parole, al 31 agosto 2026 l’aeroporto aveva già movimentato quasi il doppio dei passeggeri registrati durante tutto l’anno precedente.
Non è una crescita marginale o un semplice recupero statistico.
È una trasformazione significativa dei volumi di traffico dello scalo.
Naturalmente, nel valutare questi risultati occorre considerare alcuni elementi.
Il confronto avviene con un 2025 particolarmente debole e una parte dei movimenti del 2026 è stata influenzata anche dalle limitazioni operative dell’aeroporto di Catania, che hanno determinato il dirottamento di voli su Comiso.
Tuttavia, sarebbe altrettanto sbagliato utilizzare queste circostanze per sminuire un risultato di tale portata.
I numeri evidenziano una forte ripresa dell’attività aeroportuale e impongono di riconsiderare la rappresentazione di Comiso come uno scalo inevitabilmente destinato al declino.

AnnoPasseggeriOsservazioni
2016459.865Record storico
2017437.180Traffico elevato
2018424.487Inizio della contrazione
2019352.095Ultimo anno prima della pandemia
2022364.735Recupero post-pandemico
2023303.414Riduzione del traffico
2024260.438Ulteriore contrazione
2025134.495Minimo recente, esclusi anni pandemici
2026 (gennaio-agosto)265.162+274,4% sullo stesso periodo del 2025

I numeri raccontano una storia abbastanza chiara.
Comiso aveva raggiunto nel 2016 un livello di traffico prossimo ai 460.000 passeggeri.
Negli anni successivi aveva progressivamente perso una parte importante della propria capacità di attrarre collegamenti e passeggeri.
La contrazione era diventata particolarmente evidente nel 2025, quando il traffico era sceso a circa 134.500 passeggeri.
Tra il 2022 e il 2025 la riduzione era stata del 63,1%.
Si tratta di un dato rilevante, che rende comprensibili le preoccupazioni del territorio.
Ma è proprio per questo che il risultato del 2026 assume un significato così importante.
Comiso sta dimostrando una capacità di recupero che soltanto pochi mesi fa sarebbe stata difficile immaginare.
E ciò sta accadendo in un contesto nel quale il principale vettore che storicamente aveva contribuito allo sviluppo dello scalo non è presente.

2. Aeroitalia protagonista della crescita: 210.000 passeggeri nei primi otto mesi del 2026

C’è un dato che, più di ogni altro, permette di comprendere la natura e le dimensioni della ripresa dell’aeroporto di Comiso.
Nei primi otto mesi del 2026 Aeroitalia ha trasportato circa 210.000 passeggeri da e per lo scalo ibleo.
È un risultato che desidero condividere perché rappresenta un elemento concreto per valutare il contributo della nostra compagnia al sistema aeroportuale siciliano.
Confrontando questo valore con i 265.162 passeggeri complessivamente registrati da Comiso nello stesso periodo, emerge che Aeroitalia ha rappresentato circa il 79,2% del traffico totale dell’aeroporto.

In termini semplici, quasi otto passeggeri su dieci transitati dall’aeroporto di Comiso nei primi otto mesi del 2026 hanno viaggiato con Aeroitalia.
Un risultato che assume ancora maggiore rilevanza considerando che la compagnia ha avviato i collegamenti in continuità territoriale con Roma Fiumicino e Milano Linate il 1° novembre 2025.
In appena otto mesi Aeroitalia ha trasportato da e per Comiso un numero di passeggeri superiore del 56% rispetto a quello registrato dall’intero aeroporto durante tutto il 2025.
Naturalmente si tratta di un confronto tra periodi differenti, che non intende stabilire un rapporto causale diretto tra l’avvio delle operazioni e l’intero incremento del traffico.
È inoltre opportuno distinguere il traffico programmato da quello derivante da eventuali operazioni straordinarie e dirottamenti.
Ma il significato industriale del dato rimane importante.
La crescita di Comiso non rappresenta soltanto una prospettiva futura: è un fenomeno misurabile, al quale Aeroitalia sta contribuendo in maniera determinante.
Il risultato dimostra inoltre quanto possano essere importanti, per un aeroporto regionale, una rete di collegamenti regolari e un rapporto stabile tra vettore, territorio e istituzioni.
È proprio sotto questo profilo che il caso di Comiso merita una riflessione più ampia.
Il rilancio di un aeroporto non può essere misurato esclusivamente attraverso la capacità di attrarre grandi compagnie internazionali.
Deve essere valutato considerando la continuità dei collegamenti, la domanda effettivamente servita, la qualità dell’offerta e la sostenibilità economica nel medio e lungo periodo.
E oggi Aeroitalia rappresenta una componente fondamentale di questo processo.


3. Il 2026 potrebbe essere l’anno del record storico

La crescita registrata nei primi otto mesi apre una prospettiva interessante.
Il massimo storico di Comiso risale al 2016, quando lo scalo raggiunse 459.865 passeggeri.
Al 31 agosto 2026 ne sono già stati registrati 265.162.
Per superare il record occorrerebbe quindi movimentare altri 194.704 passeggeri nell’ultimo quadrimestre, equivalenti a una media di circa 48.700 passeggeri mensili.
A questo proposito possiamo elaborare tre scenari:

ScenarioMedia mensile settembre-dicembre Passeggeri totali 2026
Prudente 25.000365.162
Intermedio40.000425.162
Espansivo50.000465.188

Si tratta di simulazioni aritmetiche e non di previsioni fondate sui dati delle prenotazioni.
Lo scenario intermedio consentirebbe di superare ampiamente i risultati degli ultimi anni, mentre quello espansivo porterebbe Comiso oltre il precedente massimo storico.
La stagionalità del traffico, le nuove rotte programmate e l’eventuale presenza di operazioni straordinarie influenzeranno naturalmente il risultato finale.
È dunque prematuro dichiarare già raggiunto il record.
Ma è significativo che oggi si possa tornare concretamente a discutere di questa possibilità, dopo un 2025 nel quale l’aeroporto aveva trasportato appena 134.495 passeggeri.
In meno di un anno Comiso è passato dal dibattito sul proprio declino a quello sulla possibilità di stabilire un nuovo massimo storico.
È un cambiamento di prospettiva che merita attenzione.


4. Il traffico nazionale come motore dello sviluppo

Un altro elemento particolarmente significativo emerge osservando la composizione del traffico.
Nei primi otto mesi del 2026, secondo le statistiche aeroportuali, Comiso ha registrato una crescita particolarmente intensa della componente domestica.
Il traffico nazionale ha raggiunto circa 229.000 passeggeri, con un incremento superiore al 400% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La componente internazionale ha mostrato una crescita più contenuta.
Questo significa che la ripresa dello scalo è stata trainata soprattutto dai collegamenti interni.
Si tratta di un dato importante.
Per un aeroporto regionale, la disponibilità di collegamenti regolari con i principali centri economici e amministrativi del Paese costituisce un fattore essenziale di accessibilità.
Roma Fiumicino e Milano Linate non rappresentano soltanto due destinazioni.
Sono due snodi fondamentali del sistema economico italiano e, nel caso di Fiumicino, anche una porta di accesso a un’estesa rete di collegamenti internazionali.
La continuità territoriale può contribuire a garantire questa accessibilità anche quando le condizioni del mercato non rendono economicamente sostenibile un’offerta interamente commerciale.
Ma è importante distinguere il contributo della continuità territoriale da quello delle operazioni straordinarie.
Soltanto un’analisi dettagliata del traffico per singola rotta e tipologia di operazione consentirà di stabilire quanto dell’incremento del 2026 sia destinato a consolidarsi nel tempo.


5. Le dichiarazioni di Eddie Wilson e la realtà del mercato

È alla luce di questi numeri che ritengo interessante tornare sulle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ryanair.
Nell’intervista rilasciata a la Repubblica il 5 ottobre 2026, Wilson ha affermato:
«Se vogliono onorare il contratto, l’indomani mattina siamo di nuovo a Comiso».
Wilson ha ricostruito la trattativa dell’aprile 2023 sostenendo che esistesse un accordo pronto per essere sottoscritto e che SAC avesse successivamente modificato le condizioni. la Repubblica
SAC ha contestato questa ricostruzione, ribadendo la propria disponibilità ad accogliere Ryanair, ma alle condizioni previste per gli altri operatori.
La società ha inoltre richiamato l’esigenza di applicare criteri trasparenti e uniformi nell’assegnazione degli incentivi. Comiso News
Sono posizioni diverse che potranno essere chiarite soltanto attraverso la conoscenza della documentazione contrattuale.
Ma vorrei soffermarmi su un aspetto.
Se osservassimo esclusivamente i dati del 2025, potremmo essere indotti a pensare che l’assenza di Ryanair abbia compromesso irreversibilmente le prospettive dello scalo.
Se invece osserviamo i dati del 2026, scopriamo che Comiso sta attraversando una fase di espansione significativa, trainata in larga misura dalle operazioni di Aeroitalia.
Questo non significa che Ryanair non possa contribuire allo sviluppo futuro dell’aeroporto.
La presenza di una grande compagnia internazionale può certamente generare nuove opportunità, ampliare il numero delle destinazioni disponibili e stimolare la domanda turistica.
Significa però che il futuro di Comiso non può essere considerato indissolubilmente legato alle decisioni commerciali di un unico vettore.
Lo sviluppo di un aeroporto dovrebbe fondarsi su una strategia di lungo periodo, non sulla dipendenza da un singolo operatore.
Ed è proprio questa, a mio avviso, una delle lezioni più importanti che possiamo trarre dalla vicenda.

6. Gli incentivi alle compagnie: un investimento da misurare

Il confronto tra Ryanair e SAC richiama un tema che conosco bene per ragioni professionali.
Gli accordi economici tra compagnie aeree e società aeroportuali sono una componente importante del mercato del trasporto aereo.
Un vettore decide di aprire una rotta valutando la domanda attesa, i ricavi, i costi operativi e le condizioni economiche complessive.
Per un aeroporto regionale, soprattutto nella fase iniziale di sviluppo di una destinazione, può risultare necessario costruire un sistema di incentivi che contribuisca a rendere sostenibili i nuovi collegamenti.
Non c’è nulla di economicamente anomalo in questo.
Gli incentivi possono rappresentare strumenti legittimi di sviluppo, purché strutturati nel rispetto delle norme applicabili.
Il problema è comprenderne il valore.
Quanto costa attrarre una compagnia?
Quanti passeggeri aggiuntivi genera?
Quali ricavi incrementali produce per il gestore aeroportuale?
Quali benefici economici determina per il territorio?
E soprattutto, per quanto tempo il collegamento rimane sostenibile?
A mio avviso, sono queste le domande che dovrebbero guidare qualsiasi politica di sviluppo aeroportuale.
È importante inoltre distinguere la redditività dell’aeroporto dai benefici economici complessivi prodotti sul territorio.
Un collegamento può generare occupazione, domanda turistica e attività economiche senza produrre necessariamente un risultato finanziario positivo per la società di gestione aeroportuale.
Sono due dimensioni differenti, entrambe importanti, che devono però essere valutate con strumenti appropriati.
Nel caso di Comiso sarebbe quindi interessante conoscere l’ammontare degli incentivi eventualmente richiesti da Ryanair, gli impegni di traffico previsti e i risultati economici attesi.
Senza questi elementi è difficile esprimere una valutazione seria sulla convenienza industriale dell’accordo.


7. Catania e Comiso: la necessità di una strategia aeroportuale integrata

Un ulteriore elemento merita attenzione.
Gli aeroporti di Catania e Comiso appartengono a un sistema di gestione comune, ma presentano caratteristiche economiche e commerciali molto differenti.
Catania dispone di un bacino di traffico consolidato, di una domanda consistente e di una rete nazionale e internazionale sviluppata.
Comiso è invece un aeroporto regionale, caratterizzato da volumi più contenuti e da una maggiore sensibilità alle decisioni commerciali dei singoli vettori.
Le due infrastrutture non devono necessariamente essere considerate concorrenti.
Possono invece svolgere funzioni complementari nell’ambito di un sistema aeroportuale integrato.
La recente attività dell’Etna ha dimostrato, tra le altre cose, quanto sia importante poter disporre di un aeroporto alternativo in grado di garantire continuità operativa quando Catania subisce limitazioni.
Durante tali circostanze Comiso ha assunto una rilevanza concreta per il sistema del trasporto aereo della Sicilia orientale.
È una funzione infrastrutturale che dovrebbe essere considerata anche nella pianificazione di lungo periodo.
Ma lo sviluppo dello scalo non può dipendere esclusivamente dal suo utilizzo come aeroporto alternativo.
Occorre consolidare una rete di collegamenti programmati, rafforzare la domanda stabile e sviluppare nuove opportunità commerciali.
La complementarità tra Catania e Comiso dovrebbe quindi essere valutata attraverso un piano industriale capace di misurare i benefici e i costi dell’intero sistema, nel rispetto delle regole economiche e regolatorie applicabili.


8. La vera sfida: trasformare una crescita eccezionale in sviluppo strutturale

Il risultato del 2026 è certamente importante, ma sarebbe un errore considerarlo sufficiente.
Per trasformare la ripresa in uno sviluppo duraturo occorre comprendere quali componenti del traffico siano strutturali e quali siano invece legate a circostanze eccezionali.
I dirottamenti da Catania hanno contribuito ai volumi di Comiso durante alcune fasi dell’anno.
Questo traffico, per sua natura, non può essere considerato automaticamente ripetibile.
Allo stesso tempo, i collegamenti programmati e quelli operati in continuità territoriale rappresentano una componente potenzialmente più stabile, la cui sostenibilità dipende dalla domanda effettiva e dalle condizioni economiche e regolatorie.
La sfida consiste quindi nel consolidare i risultati raggiunti, incrementando progressivamente la quota di traffico ordinario.
In questa prospettiva, lo sviluppo dei collegamenti nazionali può rappresentare una base sulla quale costruire un’offerta più ampia.
Aeroitalia continuerà a valutare le opportunità offerte dal territorio, nella convinzione che la sostenibilità industriale debba sempre accompagnare la crescita.
Perché la vera misura del successo non consiste soltanto nell’incrementare il numero dei passeggeri durante un singolo anno.
Consiste nel costruire un sistema di collegamenti capace di durare nel tempo.


9. Conclusioni: Comiso ha bisogno di strategie industriali, non di contrapposizioni

Le dichiarazioni di Eddie Wilson hanno riportato l’attenzione su una vicenda che merita certamente di essere chiarita.
Sarebbe utile conoscere i termini effettivi della trattativa tra Ryanair e SAC e valutare, sulla base di documenti e numeri, quali fossero le condizioni economiche prospettate.
Ma credo che il dibattito pubblico dovrebbe dedicare altrettanta attenzione a quello che sta accadendo oggi.
Nei primi otto mesi del 2026 l’aeroporto di Comiso ha movimentato 265.162 passeggeri.
La crescita rispetto all’anno precedente è stata del 274,4%.
Aeroitalia ne ha trasportati circa 210.000, rappresentando quasi l’80% del traffico complessivo dello scalo, sulla base dei dati disponibili.
Il traffico dell’intero 2025 è già stato ampiamente superato e, per la prima volta dopo anni, torna possibile discutere della prospettiva di avvicinare o superare il record storico.
Sono numeri che meritano attenzione.
Non dimostrano che il futuro dello scalo sia privo di difficoltà.
Non dimostrano neppure che gli incentivi aeroportuali siano inutili o che un eventuale ritorno di Ryanair non possa generare benefici.
Dimostrano però che Comiso possiede opportunità di sviluppo che non possono essere ricondotte alla presenza o all’assenza di un unico vettore.
Da economista e da amministratore delegato di una compagnia aerea, continuo a ritenere che le strategie industriali debbano essere valutate attraverso i risultati e la capacità di creare valore nel tempo.
Per questo credo che il confronto sul futuro di Comiso dovrebbe partire da una domanda semplice.
Non quale compagnia debba necessariamente operare sullo scalo, ma quale modello industriale possa garantirne uno sviluppo economicamente sostenibile.
La crescita del 2026 rappresenta una base importante sulla quale costruire questo percorso.
E i 210.000 passeggeri trasportati da Aeroitalia nei primi otto mesi dell’anno costituiscono un contributo concreto a questa prospettiva.
Gli aeroporti non appartengono alle compagnie che vi operano. Sono infrastrutture al servizio dei territori e il loro successo deve essere misurato attraverso la capacità di generare connettività, sviluppo economico e valore duraturo.

Comiso oggi non ha bisogno di essere raccontato soltanto attraverso ciò che ha perduto.

Merita soprattutto di essere analizzato per ciò che sta tornando a costruire.

Perché, nel trasporto aereo, le dichiarazioni possono essere diverse.

I numeri invece raccontano fatti che non possono essere ignorati.

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